lunedì 3 febbraio 2014

Parla come magni - carnivori vs vegetariani




Non è un  consueto argomento da hennanight, ma questo post mi ha ispirata, e siccome le etichette non ci piacciono, hennanight diventerà quel cavolo che ci viene in mente, o magari un fashion blog, o magari un make up blog, o magari un food blog, o magari... no, un mommy blog proprio no.

Non sono vegetariana, ma sono ipersensibile all'argomento "e una padellata di **** tuoi?".
Quante volte mi sono trovata in una cena con la voglia di fingere un' intossicazione alimentare per sviare il discorso "ma perchééééééééééééé non mangi carne? ma il pesce lo mangi? ma le scarpe le hai di cuoio, però, a-ah, incorente!"
No veramente, datemi uno spigolo, un punteruolo, un flacone di barbiturici.
Tralasciando il fatto che sia lo sport preferito italiano, quello del parlare di cibo (in ambienti internazionali è uno dei tanti cliché, e uno dei più veritieri, per dirla tutta), è sempre l'approccio accusatorio e di supponenza a farla da padrone.
Sinceramente, a te, che ti sei appena scofanato un piatto di spaghetti alla carbonara e stai per attaccare una costata al sangue... che ti frega se il tuo vicino mangia verdurine? Ti toglie qualcosa? Ti vuole convertire? Ti sta sfracassando il cervello con la descrizione dell'allevamento dei polli in batteria?

Diciamocelo, anche a me stanno sulle scatole quelli che non fanno altro che propaganda sui vantaggi del veg(etari)anismo e sull'ineluttabile condanna all'inferno dei carnivori. Anch'io vorrei tanto si auto-immolassero per la giusta causa, ma bisogna ammetterlo, non sono tutti così.

[Inaspettatamente, questo post sta diventando più hennanight del previsto, mi sembra di parlare con gli islamofobi (e infatti tra un po' anche là arriverò)]

C'è chi semplicemente si siede al ristorante, scorre il menù e sceglie la pietanza che
di più gli aggrada (esattamente come noi onnivori), e cortesemente rifiuta quando gli passi sotto il naso la fragrante oliva ascolana. E magari non ha voglia di spiegare i perché e i percome della sua scelta. E magari ha già sentito le tue domande idiote un centinaio di volte e si sta trattenendo dal ficcarti tutte quelle benedette olive ascolane in bocca per tacitarti.
Come se ormai non fossero già abbastanza di dominio pubblico le molteplici ragioni che portano una persona a scegliere un determinato regime alimentare. E anche se non lo fossero... sarannno un  bel po' affaracci suoi... io non mangio i mandarini con i semi... uccidetemi!

Perché, e dico perché, proprio tu, che nascondi i post su facebook degli animalisti invasati che sembrano avere un fascino morboso nel postare foto di animali seviziati, perché proprio tu decidi di girare il coltello nella piaga e ravanare argomenti triti e ritriti? Tritando i cosiddetti al resto dei commensali?

E qui rientro in tema hennanight. Se l'argomento vegetarianismo in tutte le sue declinazioni è abbondantemente sviscerato e attuale, tanto da rendere inutili e pallosissime certe conversazioni mangerecce, c'è un'altra sfera molto, molto sconosciuta: quella delle scelte alimentari dettate dalle convinzioni religiose

Ahia.

Le possibili gaffes in agguato sono molteplici, ma quello che consiglio è di non passare un intero pasto a sfracellare i cabasisi al/la malcapitato/a, che potrebbe decidere di vendicarsi parlando diffusamente delle svariate tecniche di macellazione, e no, non mi sembra carino né conviviale.

Se solo pensiamo che un cristiano ortodosso potrebbe mangiare vegano il mercoledì e il venerdì, un ebreo potrebbe evitare alcune specie di pesce, il musulmano potrebbe sembrare un semi vegetariano, solo parlando delle principali religioni monoteiste, vi renderete conto che, sommate ai semplici gusti personali e ad allergie e intolleranze varie, le abitudini alimentari sono innumerevoli e impossibili da sviscerare (ah, che brutto termine poco vegetariano) davanti a un piatto fumante.

Parliamo del tempo?

1 commento:

Nanda ha detto...

Totalmente d'accordo. Mangia e lascia mangiare, e che cavolo!

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